[...]
Ci alzammo tutti, spostandoci in corridoio, poi io scivolai di nuovo nel posto accanto al finestrino e Dobson sedette di fianco a me.
"Mi racconti quello che ha sentito a proposito della Prima Illuminazione", mi disse Dobson.
Restai un attimo in silenzio cercando di ricapitolare tutto ciò che avevo capito. "Credo che la Prima Illuminazione sia la consapevolezza dei fatti misteriosi che cambiano la vita di una persona, la sensazione che sia in atto qualche altro processo."
Dicendo queste cose mi sentivo assurdo.
Dobson si accorse del mio disagio. "Cosa ne pensa di questa consapevolezza?"
"Non saprei."
"Non si adatta molto al senso comune dei nostri giorni, vero? Non si sentirebbe meglio dimenticandosi di tutta questa faccenda e tornando a occuparsi di cose più pratiche?"
Scoppiai a ridere, facendo cenno di sì con la testa.
"Vede, questa è la tendenza generale. Anche se di tanto in tanto abbiamo la chiara visione che nella vita ci sia qualcosa di più, il nostro modo abituale di pensare ci porta a credere che sia impossibile riconoscere tali sensazioni, ignorando di conseguenza la relativa presa di coscienza. Ecco perché è necessaria la Seconda Illuminazione: se inseriamo la nostra nuova consapevolezza nel giusto scenario storico ci sembrerà senz'altro più valida."
Feci un altro cenno d'assenso. "Dunque, in qualità di storico lei pensa che la predizione del Manoscritto riguardante una trasformazione globale sia esatta?"
"Sì."
"In qualità di storico?"
"Sì. Bisogna però considerare la storia nel modo esatto." Tirò un respiro profondo. "Mi creda, io faccio questa affermazione dopo aver studiato e insegnato storia per molti anni nel modo sbagliato! Ero solito concentrarmi esclusivamente sui successi tecnologici della civiltà e sui grandi uomini che avevano reso possibili tali progressi."
"Che cosa c'è di sbagliato in questo approccio?"
"Niente, entro certi limiti. Ma ciò che conta davvero è la visione del mondo di ogni periodo storico, ciò che la gente sentiva e pensava. Mi ci è voluto molto tempo per capirlo. La storia dovrebbe fornire la conoscenza del contesto più ampio entro il quale si svolge la nostra vita: non è solo l'evoluzione della tecnologia, ma anche e soprattutto quella del pensiero. Se riusciamo a capire la realtà delle persone che ci hanno preceduto possiamo capire perché abbiamo una determinata visione del mondo e quale sia il nostro contributo per un ulteriore progresso. Si può dire che, identificando con precisione la nostra provenienza nel più ampio sviluppo della civiltà, possiamo capire dove stiamo andando."
Fece una breve pausa prima di aggiungere: "L'effetto della Seconda Illuminazione è quello di fornire con esattezza questo tipo di prospettiva storica, almeno dal punto di vista del pensiero occidentale. Colloca le predizioni del Manoscritto in un contesto più ampio che le rende non solo più credibili ma addirittura inevitabili".
[...]
"Potrebbe farmi un riassunto della Seconda Illuminazione?" gli chiesi.
Vi fu una lunga pausa, poi Dobson sorrise e annuì. "Credo sia il motivo per cui siamo qui."
"La Seconda Illuminazione", mi spiegò, "inserisce la nostra attuale presa di coscienza in una prospettiva storica più ampia. Dopo tutto, quando gli anni Novanta saranno conclusi ci troveremo alla fine non solo del ventesimo secolo ma anche di un periodo storico di mille anni. Avremo terminato il secondo millennio. Per riuscire a comprendere dove siamo e cosa sta per accadere!, noi occidentali dobbiamo prima capire cosa è realmente avvenuto nell'arco di questi mille anni."
"Cosa dice esattamente il Manoscritto?"
"Dice che alla fine del secondo millennio - e cioè adesso - saremo in grado di vedere l'intero periodo storico nella sua completezza, identificando una particolare preoccupazione che si era sviluppata nella seconda metà di questo millennio in quella che è stata definita l'Era Moderna. La nostra consapevolezza delle coincidenze rappresenta oggi una sorta di risveglio da questa preoccupazione."
"Ma in cosa consiste questa preoccupazione?"
Mi rivolse un sorrisetto malizioso. "E pronto a rivivere il millennio?"
"Certo, dica pure."
"Non è abbastanza che io gliene parli. Si ricordi ciò che ho detto prima: per capire la storia lei deve comprendere il modo in cui si è sviluppata la sua visione quotidiana del mondo, così come è stata creata dalla realtà delle persone che hanno vissuto prima di lei. Ci sono voluti mille anni perché si evolvesse la moderna visione del mondo e, per capire veramente dove si trova oggi, lei deve ritornare all'anno mille e avanzare poi attraverso il millennio in modo empirico, come se avesse effettivamente vissuto l'intero periodo storico nell'arco della sua vita."
"Come posso fare?"
"La guiderò io."
Esitai un istante, sbirciando fuori dal finestrino la terra che si estendeva sotto di noi. Cominciavo già a percepire il tempo in modo diverso.
Mi decisi infine ad accettare. "Ci proverò."
"Benissimo. Provi a immaginare di vivere nell'anno Mille in quello che abbiamo chiamato Medio Evo. La prima cosa da capire è che la realtà di questa epoca viene definita dai potenti ecclesiastici della Chiesa cristiana. Grazie alla loro posizione questi uomini avevano una grande influenza sulle menti del popolo. E il mondo da loro descritto come reale è prima di tutto spirituale. Essi creano una realtà che mette la loro teoria riguardante il progetto di Dio per il genere umano al centro stesso dell'esistenza.
"Provi a visualizzare questo", continuò Dobson. "Lei si ritrova nella stessa classe sociale di suo padre - che può essere un contadino o un aristocratico - e sa che per tutta la vita sarà confinato in tale ceto. Ma senza preoccuparsi della classe di cui fa parte o del lavoro specifico che è costretto a svolgere, lei si rende ben presto conto che la posizione sociale è secondaria rispetto alla realtà spirituale della vita come la definiscono gli ecclesiastici.
"Scopre quindi che la vita consiste nel superare una prova spirituale. Gli uomini di Chiesa spiegano che Dio ha messo l'uomo al centro del suo universo, circondato dal cosmo intero, per un solo scopo: ottenere o perdere la salvezza. E in questa prova lei deve scegliere correttamente tra due forze opposte: il potere di Dio e le tentazioni nascoste del diavolo."
"Deve rendersi conto che non sta affrontando questa contesa da solo", continuò. "In effetti, come individuo lei non è qualificato a determinare la sua posizione. Questa è di dominio degli uomini di Chiesa: sono loro a interpretare le Scritture e a dire in ogni momento se una persona si comporta seguendo le regole di Dio o se viene tratta in inganno da Satana. Se lei segue le loro istruzioni può essere sicuro che sarà ampiamente ricompensato nell'altra vita. Ma se non le tiene nel debito conto... l'aspettano la scomunica e la dannazione sicura."
Dobson mi fissò con intensità. "Il Manoscritto dice che la cosa importante da capire è che ogni aspetto del mondo medievale è definito in termini ultra-mondani. Tutti i fenomeni della vita - dal temporale al terremoto, dall'abbondanza del raccolto alla morte di una persona cara - vengono definiti come espressione della volontà di Dio o della malvagità del demonio. Non esiste alcun concetto di clima, forze geologiche, orticoltura o malattia: tutto ciò sarà spiegato più in là nel tempo. Per il momento lei deve credere senza riserve agli uomini di Chiesa; il mondo che lei dà per scontato agisce esclusivamente secondo mezzi spirituali."
Smise di parlare, fissandomi. "Mi segue?"
"Sì, riesco a vedere quella realtà."
"Bene, adesso provi a immaginare che quella realtà cominci a sgretolarsi."
"In che senso?"
"La visione del mondo medievale, che è poi la sua, inizia ad andare a pezzi tra il quattordicesimo e il quindicesimo secolo. Per prima cosa lei nota alcune scorrettezze da parte degli ecclesiastici: per esempio la violazione del voto di castità, o una evidente complicità con il potere che viene alla luce quando i responsabili del governo violano le leggi delle Sacre Scritture.
"Queste improprietà la mettono in allarme perché gli uomini di Chiesa si sono sempre dichiarati l'unico legame fra l'uomo e Dio. Si ricordi che sono gli interpreti esclusivi delle Sacre Scritture, i soli arbitri della sua salvezza.
"Di colpo si trova nel mezzo di una improvvisa ribellione. Un gruppo guidato da Martin Lutero chiede il distacco totale dalla cristianità papale, dichiarando che gli ecclesiastici sono corrotti ed è quindi necessario che il loro controllo sulle menti della gente abbia fine. Sorgono così nuove Chiese basate sull'idea che ogni persona deve essere in grado di accedere direttamente alle Scritture e interpretarle come preferisce, senza nessun intermediario.
"Lei assiste sconvolto al successo di questa ribellione. Gli uomini di Chiesa cominciano a perdere. Per secoli hanno definito la realtà e ora, proprio davanti ai suoi occhi, stanno perdendo la loro credibilità. Di conseguenza il mondo intero viene messo in discussione. Il chiaro consenso circa la natura dell'universo e lo scopo dell'esistenza del genere umano, basato com'era sulla descrizione degli ecclesiastici, sta crollando - lasciando lei e tutti gli altri esseri umani che vivono secondo la cultura occidentale in una posizione molto precaria.
"Dopo tutto, lei è abituato ad avere un'autorità superiore che definisce la realtà e senza questa direzione esterna si sente perso e confuso. Se la definizione di realtà data dai preti e la loro giustificazione dell'esistenza umana sono sbagliate, si domanda lei, allora che cosa è giusto?"
Si fermò un istante. "Riesce a vedere che impatto ha avuto questo crollo sulla gente dell'epoca?"
"Immagino sia stato abbastanza sconvolgente."
"A dir poco", replicò Dobson. "Ci fu un cambiamento radicale. La visione del vecchio mondo veniva messa in discussione ovunque. Prima della fine del 1600 gli astronomi avevano dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio che il sole e le stelle non ruotavano intorno alla terra come dichiarato dalla Chiesa. La terra non era altro che un minuscolo pianeta che orbitava intorno a un sole minore in una galassia contenente miliardi di astri."
Si chinò verso di me. "Questo è importante: il genere umano ha perso la sua posizione al centro dell'universo di Dio. Vede l'effetto che ha avuto? Quello che lei prova ora vedendo il variare del clima, le piante che crescono o qualcuno che muore improvvisamente è una sensazione di ansiosa perplessità. In passato avrebbe detto che il responsabile era Dio o il diavolo, ma con il dissolversi della visione medievale questa certezza scompare. Tutte le cose che aveva dato per scontate hanno bisogno di una nuova definizione, specialmente per ciò che riguarda la natura di Dio e del rapporto tra Dio e l'uomo.
"Con tale consapevolezza", proseguì Dobson, "inizia l'Era Moderna. Con un crescente spirito democratico e una sfiducia diffusa nei confronti dell'autorità, papale o laica. Le definizioni dell'universo basate sulla speculazione o sulla fede nelle Scritture non vengono più automaticamente accettate. Nonostante la perdita di tali certezze la gente non è più disposta a rischiare che qualche nuovo gruppo controlli la realtà come avevano fatto gli uomini di Chiesa. Se lei fosse stato presente all'epoca avrebbe partecipato alla creazione di un nuovo mandato per la scienza."
"Di cosa?"
Dobson scoppiò a ridere. "Lei avrebbe dato un'occhiata al vasto e indefinito universo e avrebbe pensato, proprio come facevano i filosofi, che era necessario trovare un metodo per creare un nuovo metro di giudizio, un modo per esplorare sistematicamente questo nuovo mondo. E avrebbe chiamato questo nuovo sistema di scoprire la realtà 'metodo scientifico', cioè verificare un'idea circa il funzionamento dell'universo, arrivare poi a una conclusione e offrire il risultato agli altri per vedere se sono d'accordo.
"Poi", continuò, "avrebbe istruito esploratori in grado di analizzare questo nuovo universo, tutti armati di metodo scientifico, e avrebbe affidato loro una missione storica: esplorate questo luogo, scoprite come funziona e cosa significa il fatto che noi viviamo qui.
"Lei sapeva di aver perso la certezza di un universo governato da Dio e di conseguenza la certezza della natura di Dio stesso. Ma sentiva anche di avere un metodo, un processo per creare un'opinione pubblica con cui avrebbe potuto scoprire la natura di tutto ciò che la circondava, compresi Dio e il vero scopo dell'esistenza dell'umanità sul pianeta. Così ha inviato esploratori alla scoperta della vera natura della vostra .situazione che tornassero a riferire."
Si interruppe di nuovo.
"II Manoscritto", riprese, "dice che a questo punto per noi uomini è iniziata la preoccupazione da cui ci stiamo liberando adesso. Abbiamo mandato in giro gli esploratori perché ci riportassero la spiegazione completa della nostra esistenza, ma a causa della complessità dell'universo i nostri inviati non riuscirono a fare ritorno in tempo."
"In cosa consisteva la preoccupazione?"
"Ritorni ancora a quel tempo", mi suggerì. "Quando il metodo scientifico non riuscì a scoprire una nuova immagine di Dio e dello scopo dell'umanità sulla terra, la mancanza di certezza e significato influenzò profondamente la cultura occidentale. Avevamo bisogno di qualcos'altro da fare finché non fossero emerse le risposte alle nostre domande. Alla fine giungemmo a quella che sembrava una soluzione perfettamente logica. Ci guardammo in faccia e: 'Bene, dato che gli esploratori non sono ancora tornati per svelarci la nostra effettiva situazione spirituale, perché nell'attesa non ci sistemiamo meglio in questo mondo? Di sicuro stiamo imparando abbastanza per riuscire a utilizzare a nostro favore il nuovo universo: perché nel frattempo non ci diamo da fare per migliorare il nostro livello di vita e il senso di sicurezza?"
Dobson mi sorrise. "Ed è proprio ciò che abbiamo fatto. Quattro secoli fa! Ci scrollammo di dosso quella sensazione di smarrimento prendendo possesso dei nostri destini, dedicandoci alla conquista della terra e allo sfruttamento delle sue risorse per migliorare la qualità di vita. Solo adesso, che ci avviciniamo alla fine del millennio, siamo in grado di vedere che cosa successe. La nostra concentrazione si era lentamente trasformata in una preoccupazione. Ci eravamo persi completamente sostituendo una sicurezza laica di tipo economico a quella spirituale di un tempo. La questione del perché vivevamo e degli eventi spirituali venne lentamente messa da parte e poi cancellata."
Mi guardò intensamente e aggiunse: "Lavorare per raggiungere una alta qualità di vita è infine diventata l'unica ragione della nostra esistenza, e noi abbiamo gradualmente e sistematicamente dimenticato la domanda originaria... Abbiamo scordato che ancora oggi non sappiamo perché sopravviviamo".
Fuori dal finestrino, in lontananza sotto di noi, potevo distinguere una grande città. A giudicare dalla rotta doveva trattarsi di Orlando, in Florida. Rimasi colpito dallo schema geometrico di strade e viali, dalla configurazione così ordinata e precisa di ciò che gli esseri umani avevano costruito. Guardai Dobson: aveva gli occhi chiusi e sembrava stesse dormendo. Per un'ora mi aveva dato altre informazioni riguardanti la Seconda Illuminazione, finché era stato servito il pranzo. Mentre mangiavamo gli avevo raccontato di Charlene e del motivo per cui avevo deciso di andare in Perù. In seguito avevo avuto voglia solo di lasciar correre lo sguardo sulle formazioni di nubi, meditando su ciò che Dobson mi aveva raccontato.
"Allora, cosa ne pensa?" mi domandò a un tratto scrutandomi con aria assonnata. "E riuscito ad afferrare la Seconda Illuminazione?"
"Non ne sono sicuro." Indicò con un cenno del capo gli altri passeggeri. "Le sembra di avere una prospettiva più chiara sull'universo umano? Si è accorto di quanto siano preoccupati gli altri? Questa prospettiva spiega molte cose. Quante persone conosce ossessionate dal lavoro, che soffrono di malattie dovute all'eccessiva tensione e che non riescono a rallentare il ritmo? Non possono farlo perché usano le loro abitudini per distrarsi, per ridurre la vita alle considerazioni più pratiche. E lo fanno per non pensare all'incertezza del significato dell'esistenza.
"La Seconda Illuminazione amplia la nostra consapevolezza del tempo storico", aggiunse. "Ci insegna a osservare la cultura non solo dal punto di vista della nostra esperienza ma da quello di un intero millennio. Emerge così la nostra preoccupazione, e in questo modo siamo in grado di superarla. Lei ha appena sperimentato questa storia ampliata, e adesso vive in un presente più esteso. Guardando il genere umano dovrebbe riuscire a vedere la mania ossessiva che è l'intensa preoccupazione legata al progresso economico."
"Ma cosa c'è di sbagliato in tutto ciò?" protestai. "E proprio quello che ha reso così grande la civiltà occidentale."
Dobson scoppiò in una sonora risata. "Naturalmente lei ha ragione, nessuno afferma che ciò sia sbagliato. In effetti secondo il Manoscritto la preoccupazione è stata una forma di sviluppo necessario, una fase dell'evoluzione umana. A questo punto pero abbiamo dedicato abbastanza tempo a sistemarci nel mondo. È arrivato il momento di destarci e prendere in esame la questione originaria: cosa c'è oltre la vita su questo pianeta? Qual'è il vero motivo per cui ci troviamo qui?"
[...] io ripresi a guardare fuori dal finestrino. Vedendo la terra sotto di noi, mi trovai a pensare che la tecnologia dell'aeroplano su cui ci trovavamo racchiudeva quattro secoli di progresso. Avevamo imparato molto sul modo di utilizzare le risorse della terra. Mi chiesi quante persone, anzi, quante generazioni fossero state necessarie per creare i prodotti e la tecnologia che aveva permesso la fabbricazione di quell'aeroplano. E quanti avevano trascorso l'intera esistenza concentrandosi su un minuscolo dettaglio, un piccolissimo miglioramento, senza mai sollevare il capo dalla loro preoccupazione personale?
Improvvisamente, il periodo storico di cui Dobson e io avevamo discusso sembrò comporsi integralmente nella mia coscienza. Riuscivo a vedere con chiarezza l'intero millennio come se facesse parte della mia stessa vita. Un migliaio di anni prima avevamo vissuto in un mondo in cui Dio e la spiritualità umana erano chiaramente definiti. E poi l'avevamo perso, o meglio, avevamo stabilito che doveva esserci qualcosa di più. Proprio per questo avevamo inviato nel mondo gli esploratori che avrebbero dovuto scoprire la verità e tornare a informarci, e vedendo che ci mettevano troppo tempo avevamo cominciato a concentrarci su un altro scopo, nuovo e laico: quello di sistemarci il meglio possibile nel nostro mondo, rendendoci la vita più confortevole.
E infatti ci eravamo sistemati. Avevamo scoperto che i metalli potevano essere fusi per fabbricare utensili di ogni genere, avevamo scoperto poi forme di energia (prima il vapore, poi il gas, l'elettricità e infine la fissione nucleare) e organizzato l'agricoltura e la produzione di massa. Eravamo così arrivati a controllare immensi magazzini pieni di merci e vaste reti di distribuzione. Alla base di tutto c'era la spinta al progresso, il desiderio di ogni individuo di provvedere alla propria sicurezza personale, suo scopo principale in attesa della rivelazione della verità. Avevamo deciso di creare una vita più piacevole per noi e i nostri figli, e nel giro di soli quattrocento anni la nostra preoccupazione aveva dato origine a un mondo in cui si produceva tutto ciò che era indispensabile a un migliore tenore di vita. Il problema era che la nostra spinta unidirezionale e ossessiva per la conquista della natura e del benessere aveva inquinato i sistemi naturali del pianeta, portandoli sulla soglia del collasso. Non potevamo più andare avanti in questo modo.
Dobson aveva ragione. La Seconda Illuminazione avrebbe reso inevitabile la nostra nuova consapevolezza. La nostra cultura stava per raggiungere lo scopo. Stavamo per ottenere ciò che avevamo collettivamente deciso di perseguire, e proprio mentre ciò accadeva la nostra preoccupazione cominciava a svanire e noi diventavamo consapevoli di qualcos'altro. Potevo quasi vedere l'impulso dell'Era Moderna diminuire d'intensità con Ravvicinarsi della fine del millennio. L'ossessione che durava da quattrocento anni si era ormai esaurita: avevamo creato i mezzi necessari alla sicurezza materiale e ora sembravamo pronti - anzi, decisi -a scoprire perché l'avevamo fatto.
[...]