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non-blog INTRO & INDEX
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19.9.04




21.8.04



O môr henion i dhû:
Ely siriar, êl síla
Ai! Aníron Undomiel

Tiro! Êl eria e môr
I lîr ên el luitha uren
Ai! Aníron...

[1]



"E' una croce", mi diceva qualcuno in un forum web. "Ma no", dicevo io, "è solo una piccola complicazione che rende la vita un po' più difficile". Adesso, dopo quasi un anno da quel dialogo, risponderei in modo diverso. Si, è una croce, -direi con lo stesso sorriso amaro che si leggeva tra le righe l'anno scorso-, hai ragione: è una croce e comincia a pesare. A volte penso che se potessi tornare indietro là dove non posso cambierei le cose. A volte penso che tutto sommato questa croce non la voglio cambiare perchè è parte di me da sempre e fa di me ciò che sono; non posso immaginarmi diversamente. "Orgoglio"? Concetto inutile del quale comincio lentamente a capire il significato, anche se resta comunque inutile...
Trovare un ago in un pagliaio, e il pagliaio è immerso in un mare di erba: brancolo nel buio... qualcuno per favore può accendere la luce? Nessuno eh... bah...

Un giorno al centro di un boschetto di faggi ho scoperto un grande agrifoglio bellissimo, così scuro, di un verde così intenso rispetto al resto del bosco... l'ho guardato a lungo incantata, poi ho visto che a pochi metri ce n'era un altro... Ogni tanto torno a trovarli...
Adesso però sarà meglio che vada a dormire, perchè è notte molto fonda e suppongo che si legga anche tra le righe qui sopra... :-)) Buonanotte web. :-)



26/27.8.04  di nuovo notte fonda, nera e ventosa...
E' un momento magico e passerà, lo so.
Ma in questo momento so cosa voglio! Forse l'ho sempre saputo, ma l'idea è rimasta sempre lì in un angolo buio della mente, accantonata anche per mancanza di definizione.
4 parole, lette e rilette per la quarta volta, hanno all'improvviso illuminato quell'idea con un nome e adesso è qui, davanti a me: è ciò che voglio, meravigliosamente espresso da 4 parole perfette (inconsapevoli?).
Come arrivare? Non ne ho idea. Non so neanche da dove partire, e non saprei neanche spiegare il significato di questa meta. Ma è deciso! Anche se questo significa follia. E' venuto il momento di impazzire!



28.8.04
In Tibet lo studio della morte è sviluppato ai livelli di una scienza. Questi "scienziati" dicono, al contrario di quanto afferma il buonismo newagista tanto di moda qui adesso, che di vita in vita la nostra condizione esistenziale non è necessariamente in miglioramento o in evoluzione positiva, ma può anche peggiorare illimitatamente. Anche le forme di vita superiori a quella umana e perfino gli dei possono, avendo prodotto un karma negativo, ritrovarsi di quando in quando reincarnati in forme di vita umane o addirittura infernali.
Per esempio [dall'introduzione di Robert Thurman al Libro tibetano dei morti, ed. Corbaccio]: "Dopo il piano di esistenza della vita umana vi è il piano d'esistenza degli antidei, gli asura. Queste creature godono di libertà e opportunità superiori rispetto agli esseri umani. Infatti, in genere sono ascese al loro livello proprio passando per la condizione umana, ma hanno anche rivolto la propria generosità, tolleranza e sensibilità alla ricerca del potere. Sono stati quindi avvinti dalla competitività e guidati dalla gelosia. Essi vogliono sempre fare meglio degli altri. Amano combattere. Vivono in piani di esistenza simili ai paradisi ed a questi prossimi, e cercano costantemente di competere con gli dei, tentando di derubarli del loro piano di vita paradisiaco. Abituati alla collera dalle loro vite fatte di continue lotte, uccisioni e morti, tendono, alla fine, a ricadere negli inferni."
ET VOILÀ, ECCOMI QUA!   :o))
Be', la caduta invero è stata fermata da qualcosa perchè mi ritrovo solo nel piano umano, piano peraltro già abbastanza frustrante e limitato... ma in quel paio di millenni (millennio più, millennio meno...) che devo avere impiegato nella lunga caduta libera fin qui, devo avere molto riflettuto: ho in effetti sviluppato un'istintiva avversione verso i comportamenti relativi al mio errore, errore che conto di non ripetere: lassù (... e più su!) era tutta un'altra cosa!
;o))

Questo non-blog è appena nato e già sta assumendo tinte strane... si: "sei strana" mi ha detto qualcuno ieri, ma non so a che si riferisse esattamente...

Se ci fosse qualche studente di psichiatria con tesi in preparazione: offresi cavia con disturbi di provata (vedi sopra...) rilevanza psicopatologica. Risultati garantiti. Richiesto adeguato compenso. ;-)

Va be', va... punto e a capo. :-)



29.8.04
Buone notizie per la sorte del lago vecchio della Lavagnina?
L'articolo su "la Stampa" di ieri.



31.8.04
A volte mi scopro razzista. A volte penso veramente che la razza bianca sia portatrice di un gene malato, una follia ereditaria che può portare soltanto rovina spirituale e alla fine materiale, come una colonia batterica muore uccidendo il suo sfortunato ospite... E' folle chi si comporta come se fosse padrone di qualcosa, come se avesse dei diritti su ciò che lo circonda, come se fosse altro, superiore e potesse sfruttare, domare, piegare alle sue esigenze la natura, senza rispetto per la Terra, senza vergogna.



My mother told me, Every part of this earth is sacred to our people. Every pine needle. Every sandy shore. Every mist in the dark woods. Every meadow and humming insect. All are holy in the memory of our people. ...
The bear, the deer, the great eagle, these are our brothers. The rocky crests, the meadows, the ponies - all belong to the same family.
... When the last Red Man and Woman have vanished with their wilderness, and their memory is only the shadow of a cloud moving across the prairie, will the shores and forest still be here? Will there be any of the spirit of my people left?
My ancestors said to me, This we know: The earth does not belong to us. We belong to the earth.
Teach your children what you have been taught.
The earth is our mother.
What befalls the earth befalls all sons and daughters of the earth.
This we know: All things are connected like the blood that unites us.
We did not weave the web of life, we are merely a strand in it. Whatever we do to the web, we do to ourselves.

(Chief Seattle, c. 1854)




"..I miei antenati mi hanno detto: - noi sappiamo questo: la Terra non ci appartiene. Noi apparteniamo alla Terra.-"

C.G.Jung:
"Il tuono non è più la voce di un dio furente né il fulmine è l'arma della sua vendetta. Nessun fiume contiene uno spirito né l'albero è il principio vitale di un uomo, i serpenti non sono personificazione di saggezza ne' alcuna grotta di montagna è dimora di grandi demoni. Nessuna voce parla più all'uomo, oggi, venendo da pietre, piante o animali, ne' l'uomo sì rivolge ad essi convinto che lo possano udire."

Richard Bach:
"L'intuito non mentisce, allorchè ci bisbiglia: tu non sei polvere, sei MAGIA!"


Salto di palo in frasca? Si, forse. :-) C'è qualcuno che mi vuol seguire?
Riusciremo a riprenderci ciò che ci è stato tolto da chi ci ha voluto convincere che la nostra propria magia è solo un'illusione, il sogno di un folle, un gioco da bambini? E non si accorge che è lui che sta giocando da tempo, e troppo si è immedesimato nel suo ruolo fino al punto di credere ormai che il suo gioco sia la realtà?
Qualcuno perdonerà il crimine che ci ha chiuso gli occhi di fronte alla verità e ci ha fatto perdere noi stessi?




3.9.04
Beslan.

" Tutto passerà. Le sofferenze, i tormenti, il sangue, la fame e la pestilenza. La spada sparirà, ma le stelle resteranno anche quando le ombre dei nostri corpi e delle nostre opere non saranno più sulla terra. Non c'è uomo che non lo sappia. Perchè dunque non vogliamo rivolgere il nostro sguardo alle stelle? Perchè? ".

(M.Bulgakov - "La guardia bianca")




4.9.04
Basta! Non è più possibile andare avanti così! Faccio voto solenne di non mettere MAI PIÙ piede in una libreria e non comprare un solo libro finchè non avrò letto quel centinaio che ho comprato e accumulato qui sullo scaffale e non ho ancora letto per colpa del mio personale demone informatico-internettiano e di altri diavoletti di varia natura...  :-)
Ma mi pare di saperlo.... il voto sarà infranto alla prima occasione...
"So resistere a tutto tranne che alle tentazioni".... Oscar Wilde? Be', anch'io. :-)
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Voto già infranto. Non credevo che avrei fatto così presto, neanche 24 ore.... non avevo tenuto conto che i libri ci sono anche nei supermercati, accidenti... va be', mi perdono... :-)
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Stasera (anche se ormai tecnicamente dovrei dire "ieri sera") concerto d'organo autunnale a Ovada. Senza incanto. L'incanto c'è stato dopo, ritorno in macchina con finestrini aperti nella notte: concerto di grilli per tutto il tragitto, di una tale intensità che superava tranquillamente il rumore del motore, enorme luna rossa che sorgeva all'orizzonte e cielo nero stellato... Non avevo mai sentito i grilli così, forse festeggiavano qualcosa tutti insieme...



6.9.04
Seguendo il filo di una suggestione.... arrivo alle prime pagine de "Il Domenicano Bianco", un romanzo criptico, alchemico, esoterico... si, insomma: Meyrink!
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Stasera..... ma ormai è già domani, il....:

7.9.04
Quindi ieri sera, dicevo,.... si però, accidenti, "ieri sera" suona così lontano.... uffa... dunque... IDEA! (oh, è curioso... "IDEA!" mi ha riportato alla mente un flash di Archimede Pitagorico con l'immagine di una lampadina nel fumetto... caro vecchio Topolino...), ma dunque ancora: dicevo, idea: questo non-blog seguirà il NWMT che, come il GMT è il Tempo Medio di Greenwich, sarà il Tempo Medio di NightWalker! (uhm... domani potrei anche dichiararmi indipendente come Seborga...). Il fuso NWMT è di 4 o 5 ore indietro... ma forse ci vuole precisione in queste cose... si, il fuso del NWMT sarà di 4h e 30' indietro rispetto al CET, central europe time, che è il nostro (anzi: il vostro), quindi nel momento in cui scrivo, (leggi: farnetico...) nel fuso NWMT sono ancora le 21 circa del 6 settembre nonostante nel CET sia già l'una passata del 7.
Orbene: stasera.... già, ma a questo punto allora dovrei dire oggi pomeriggio.... @òòçòòàà°éé++-.§?=):,à

----PAUSA CAFFE'-------

allora:
...in un punto imprecisato del tempo della sera tra il 6 e il 7 settembre, ma comunque dopo il tramonto...


...alla mia mente si sono presentate in modo del tutto spontaneo e inatteso queste parole, che credo la mia memoria abbia riesumato da uno dei più noti blog della letteratura italiana:

"Ahi lampo! Tu rompi le tenebre, splendi, passi ed accresci l'oscurità e il terrore"

Punto.

Ma come, tutto lo sproloquio qui sopra per un discorso che comincia qui e finisce qui?
Si, perchè adesso, con tutta la faccenda del fuso, non mi ricordo più quello che volevo dire...
Se esiste un punto di picco massimo (ma sarà un picco o un plateau?) del grado di confusione nella vita mentale, emozionale (ma guardando il disordine qui intorno direi anche materiale...), di un essere umano, allora credo di averlo raggiunto oggi... in un lampo. E sono qui nell'oscurità che invero mi è cara (è curioso, stavo per scrivere "chiara": nell'oscurità che mi è chiara... buffo) e c'è silenzio, una quiete muta: mi arrendo, depongo le armi, non so come combattere, il campo è strano e inesplorato ai miei occhi e ai miei pensieri; so ancora che sono, non so più chi sono (se mai l'ho saputo...), non ho più passato, non vedo il futuro (ma questo forse è un bene...), non sento il presente e so che devo costringermi ancora a non sentirlo, costringermi a pensare che comunque non proietto ombra sul terreno alla luce del lampo, costringermi per manifesta incapacità, per sopravvivere...

Eppure sul manuale di istruzioni c'era un capitolo sul combattimento in questo campo, lo ricordo bene elencato nell'indice... mai letto quel capitolo... ma dov'è il manuale? Era qui, da qualche parte... Come? Si, quel fascicoletto anonimo con delle pagine piene di note e sottolineature e una parte intonsa, lui! Come sarebbe "buttato via quando ho messo ordine l'ultima volta"??? Tra la pila di giornali dell'anno scorso, le merendine fossili e la scatola vuota della morsa da banco a ventosa???? Ma non è possibile!!....
Mai mettere ordine, MAI!


[esterno, notte, ripresa aerea... del buio più totale, due voci fuori campo parlano tra di loro]

-ehi, hai visto laggiù, nel mondo mortale?
-uh? dove? non vedo un tubo.
-ma si, laggiù. ora c'è buio, ma prima c'è stato un lampo e si è visto qualcosa...
-ah si? e che cosa?
-mah... sembravano due tizi vestiti da clown: ho visto chiaramente il naso rosso di gomma.
-clown?
-si, sembravano un clown allegro e un clown triste... ma con la stessa faccia, solo trucco e costume sembravano diversi...
-oh. e facevano ridere?
-veramente sembrava che se le dessero di santa ragione...
-...
-ma davvero non hai visto?
-... dovresti smetterla col nettare e l'ambrosia, sai?...
-uff... non mi credi mai...
-be', allora?... chi vinceva?
-mah... il clown triste a dire la verità sembrava molto ben corazzato con una robusta armatura, ma era un po' impedito nei movimenti, l'altro era piuttosto vulnerabile ma veloce... ridevano entrambi... secondo te chi può vincere?
-...quello triste, non c'è dubbio.
-uhm... probabilmente hai ragione... infatti quello allegro sembrava un po' in difficoltà...
-ma dai... rifatti gli occhiali, sai benissimo che laggiù non esiste proprio nessuno...
-uff, non mi credi mai... peccato però...
-... e passami la maionese.

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No, neanche io ci capisco niente... posso solo dire che i due clown si agitano dentro di me cercando una inutile supremazia... moriranno entrambi?...




11.9.04 [NWMT]


Un portatore d'acqua in India aveva due grandi vasi, ognuno attaccato alle estremita' di un bastone che portava appoggiato sulle spalle. Uno dei due vasi aveva una fessura, mentre l'altro era perfetto e teneva sempre tutta l'acqua. Alla fine del lungo cammino dal fiume fino a casa, il vaso rotto arrivava sempre pieno solo a meta'. Da due anni interi questo succedeva ogni giorno, e il portatore arrivava a casa solo con un vaso e mezzo d'acqua invece che con due vasi interi.

Ovviamente il vaso intero era molto orgoglioso delle sue qualita', era perfetto per il lavoro per il quale era stato fatto. E il povero vaso rotto si vergognava della sua imperfezione e si dispiaceva di poter fare solo meta' di cio' per cui era stato fatto.

Dopo due anni di quella che il vaso rotto sentiva come una amara mancanza, un giorno al fiume parlo' al portatore d'acqua. "Mi vergogno di me stesso e mi scuso. Sono in grado di portare solo meta' del mio carico a causa di questa fessura che lascia uscire l'acqua per tutta la strada verso la tua casa. A causa del mio difetto tu devi fare tutto questo lavoro e non ottieni il pieno risultato dai tuoi sforzi", disse il vaso rotto.

Il portatore disse al vaso: "Hai notato che ci sono dei fiori solo dalla tua parte della strada e non dalla parte dell'altro vaso? E' perche' io ho sempre saputo del tuo difetto e ho piantato dei semi dalla tua parte e ogni volta che torniamo verso casa tu li hai bagnati. Per due anni ho potuto raccogliere questi bellissimi fiori per decorare la mia tavola. Senza che tu fossi quello che sei non ci sarebbe stata questa bellezza a portare grazia nella mia casa."




17.9.04
Scorrere questo non-blog dall'alto verso il basso sta cominciando a essere scomodo, forse cambierò sistema oppure inizierò a dividere le pagine quando raggiungono una lunghezza non più "a prova di pigro..." :-) Termine di paragone: io, pigra d.o.c., che per esempio quando trovo qualcosa di scritto troppo piccolo su un sito (e trovo sempre più siti costruiti in modo che io con i miei mezzi antiquati, e soprattutto il browser impostato sulla visualizzazione a caratteri piccoli e non medi come il 90% della gente, veda qualcosa come se fosse scritto con caratteri di 0,000001 punti...) rinuncio a leggere piuttosto che fare un paio di click per ingrandire...

Giornata strana quella di ieri, cominciata con un articolo sul SecoloXIX, edizione del basso Piemonte, che mi ha procurato qualche problema di fegato.
Trattasi dell'annosa "questione Cementir - monte Bruzeta" che, per chi non la conoscesse, si può riassumere così: c'era una volta un acquedotto perfettamente funzionante che serviva un paio di ridenti paesi della val Lemme prendendo acqua da una fresca sorgente. Un giorno arriva una strana creatura di nome Cementir, punta il dito verso la zona in cui c'è la fresca sorgente, e dice "voglio fare una cava lì!". In un periodo in cui si comincia a pensare seriamente al valore delle sorgenti idriche e in un paese civile, IMHO, IMHO, e poi ancora IMHO, la questione sarebbe finita già a questo punto, la signora Cementir sarebbe stata convinta che forse non era il caso e le si sarebbe offerta con garbo un'utile occupazione, magari fare origami o ricamare coperte o qualcosa nel volontariato... Invece no. La cosa viene presa sul serio e la signora Cementir si offre perfino di ricostruire un nuovo acquedotto che prenda acqua da un'altra parte. Qualcuno dice che da quest'altra parte l'acqua è più scarsa e forse contiene amianto? Sono particolari irrilevanti. L'assurdità del fatto che venga distrutta una sorgente e che si debbe ricostruire qualcosa che già c'era e funzionava benissimo poi non viene neanche considerata. Il dito della strana creatura è puntato. Come finirà?
Qui tutta la storia. Qualcosa anche su www.comitatiscrivia.it

A proposito di mal di fegato, ancora la Lavagnina. Qualcuno sente davvero il bisogno di un'opera del genere? Mah...

La strana giornata [ - e qui lasciate ogni raziocinio o voi che entrate ;-)) - ] è proseguita con una altrettanto strana sensazione di qualcosa di incombente... e il cielo aiutava: bellissimo e tempestoso; in macchina nel pomeriggio devo anche essere entrata in un paio di buchi spazio-temporali: me ne sono accorta ovviamente soltanto quando ne sono uscita... Poi, parcheggiato e scesa a piedi fino alla meta, già sul posto piccola digressione verso il mare, di fronte a me il lungomare di Genova, in fondo il promontorio di Portofino, alla mia destra il mare fino all'infinito, alle mie spalle la folla infinita degli stand della festa dell'unità...: "forse sono morta" ho pensato, rispondendo improvvisamente a una domanda senza nome, mai posta nè in passato nè in quello stesso momento... Per una frazione di secondo mi sono posta davvero il problema: "potrei essere morta e non rendermene conto..."; ricordavo un film con Bruce Willis su questo tema... Sempre nella stessa frazione di secondo ho cercato di ricordare quale fosse l'ultima interazione con un essere umano che non potesse essere frutto velato della mia immaginazione ma fosse inequivocabilmente reale... è stato un po' difficile dominare la stretta allo stomaco e il groppo in gola arrivati in quel momento insieme alla sensazione di una solitudine bruciante come il ghiaccio... mi è sembrato strano trovare strana questa sensazione... ma qui era qualcosa di diverso, un po' come la differenza tra l'essere senza speranza e la "semplice" disperazione... Passata quella lunghissima frazione di secondo, guardavo un gabbiano volare quasi fermo controcorrente e l'arcobaleno tra le nuvole sopra Portofino, laggiù in fondo. Girando fra gli stand mi domandavo se fosse il caso di provare a chiedere l'ora a qualcuno... che avrei fatto se non mi avesse risposto e fosse andato oltre senza vedermi? Non lo saprò mai, perchè non ho chiesto l'ora a nessuno accantonando quei pensieri, rientrando nella consuetudine e cercando di interessarmi ai banchetti. L'evento esterno che poi mi ha resuscitato definitivamente è stato lo squillo del telefonino che avevo in tasca...
Ed eccomi qui allora: viva. Um... forse! :-))

La strana giornata ormai normalizzata si è diretta, sempre in loco, sulla presentazione di un libro appena finito di leggere: "Stone butch blues" di Leslie Feinberg. Un libro duro (come un diamante?), bello, che IHMO dovrebbero leggere tutti quelli che.... non lo leggeranno mai. Paradossalmente la tematica transgender mi pare solo la superficie: quello che io vedo come tema fondamentale in realtà è universale.

La focaccia genovese dopo la presentazione del libro mi ha definitivamente convinto di essere ancora viva.... :-))

E' triste vedere come la gente sia occupata a cercare di incasellare sè stessa e gli altri in qualche definizione, come se per esistere ci fosse bisogno di un'etichetta, invece di lasciare che ognuno viva il suo modo di essere liberamente, senza pensare di dover essere qualcosa, ma essere e basta.
E' triste anche vedere richieste di aiuto cadere nel vuoto sotto il peso solo di un giudizio. Ogni vita è difficile; la natura delle difficoltà che ci è dato in sorte di affrontare determina il nostro comportamento verso gli altri e le loro difficoltà: giudizio o amore, distacco o con-passione. Quante volte giudichiamo qualcosa senza comprenderla?




18.9.04
Giornata nostalgica, sembra...
C'è qualcuno che non ha provato da piccolo a scrivere con un pennino intinto nel limone per poi vedere apparire magicamente lo scritto al calore di una fiamma?
Inchiostro simpatico?
E chi ha detto che su internet non si può? ;-)
Ecco qui:

"'Twas brillig, and the slithy toves
Did gyre and gimble in the wabe:
All mimsy were the borogoves,
And the mome raths outgrabe."

ovvero:

"Era cerfuoso e i viviscidi tuoppi
Ghiarivan foracchiando nel pedano:
Stavano tutti mifri i vilosnuoppi,
Mentre squoltian i momi radi invano."

[2]


Come sarebbe "non c'è scritto niente"?
Basta "scaldarlo" e appare... ;-)
Va be', va... questa mi varrà l'oscar 2005 della stupidata... :-))

E chissà perchè ora mi viene in mente una frase che ho trovato appuntata l'altro giorno su un vecchio foglietto: è una battuta di un vecchio ma immortale telefilm, e qui non c'è "IMHO" che tenga: *è* immortale! :-)
--- THE AVENGERS, meglio conosciuto dalla mia generazione in Italia come "Agente speciale"! Un mito della mia infanzia!
John Steed, Emma Peel, i bigliettini "mrs. Peel-- we're needed", le Bentley, gli infiniti costumi di Emma, bombetta e ombrello di Steed... remember? :-) Eee-urp!
Ah, beata gioventù! :-))
Dunque, non so in quale puntata Steed deve "abbordare" un lord facendo finta di averlo conosciuto a una festa che non ha mai avuto luogo da una lady della quale bofonchia un nome inventato, e se ne esce con questa battuta che appunto mi è venuta in mente prima:
"Oh, lord Darcy, si ricorda di me? Ci siamo incontrati a quell'orribile festa a casa di Lady.......: sei dei suoi bassotti hanno assalito sir Morris Pluntry mentre tentava di liberare gli asparagi dalle api suonando il flauto, l'anno scorso."
:-)
Qui sopra il link a un bel sito (in inglese) sui nostri due agenti speciali! :-)

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Comunque questa pagina non può allungarsi all'infinito: volendo mantenere la cronologia dall'alto in basso, la decisione migliore mi pare quella di cambiare pagine all'inizio di ogni mese... uffa, ci vorrà pure una pagina che linki i mesi... ma a che serve poi tenere un blog? mah... :-)



19.9.04
Quante volte giudichiamo una cosa senza comprenderla?
E quante volte si viene fraintesi?
Mi ritiro; scagliate voi la prima pietra, che io non posso...




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