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non-blog INTRO & INDEX
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12.5.05
TUTTO, QUI DENTRO, PUO' ESSERE FRUTTO DI FANTASIA E NON AVERE IN NESSUN MODO RISCONTRO NELLA VITA REALE... decidete voi...




2.4.05
Oggi alle 21.37 è morto il Papa.
Dopo lunga riflessione ho deciso di lasciarne traccia nel non-blog, per avere la possibilità di notarlo quando lo scorrerò all'indietro dalla milionesima pagina...
Si, insomma, non è mica una cosa che succede tutti i giorni, ...no ............... [inserire qui la battuta] ..................... :o)




5.4.05
E così il non-blog continua ancora... fino alla prossina sospensione. :-)
Senza desideri, procedo andando alla deriva. Il timoniere non è scappato ma si è addormentato. Sogna tranquillo. E io non ho coscienza dei suoi sogni: che siano i benvenuti, non fanno male come i miei.

A proposito del Papa, per poco non è morto il 1°aprile, sarebbe stato poco politacally correct, anche se tutto sommato i pesci con la cristianità non stonano... sarebbe stata una coincidenza "enigmistica" stile Nostradamus... probabilmente però avrebbero fatto finta che fosse morto il giorno dopo.... ....... ....... .... ;o)

Secondo vari indizi profetici il successore dovrebbe essere Lustiger. Poco probabile? Mah, staremo a vedere...

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Nessuno dovrebbe avere un nome.
A nessuno dovrebbe essere dato un nome alla nascita. E neanche dopo.
I nostri nomi dovrebbero essere tanti quante sono le persone che ci conoscono. Ognuna di queste persone dovrebbe poterci dare il nome che preferisce, che corrisponde alla sua idea di noi. Ognuna di queste persone sarebbe la sola a chiamarci con quel nome particolare e ognuna di queste persone ci chiamerebbe in modo diverso. I nomi più importanti sarebbero quelli che ci danno le persone che ci amano e che noi amiamo.

Perchè noi non abbiamo bisogno di dare un nome a noi stessi. Noi siamo.
Non c'è bisogno di un nome per essere.

Il nostro nome unico, quello vero, al di là di tutto, sarebbe il suono che ci corrisponde nel pensiero di dio. Segreto, e sconosciuto a tutti, noi stessi compresi.





tra 7 e 8.4.05
Arrivata a casa tardi stasera, dopo mezzanotte, preda di una strana sensazione. Invece di entrare in casa ho dovuto riprendere la macchina e... avvicinarmi alla notte. Si, sotto il Tobbio, nel buio a guardare l'orizzonte illuminato dalle luci delle città e del cielo notturno. Scesa dalla macchina per sentire, bene, il vento che era fortissimo, vuoti d'aria che facevano addirttura mancare il respiro. Era anche gelido per cui poi me lo sono più saggiamente goduto rientrando nella macchina che ondeggiava come una barca sulle onde. Rimasta lì quasi fino alle due, a guardare il buio e l'orizzonte, cercando di capire a cosa appartengo. Ma ancora non lo so.

Quello che è certo, comunque, è che ho rischiato due volte di avere un bel sughetto di lepre gratis per il giorno dopo... :-)) Caprioli "come piovesse", ma più prudenti delle due lepri se ne stavano fuori dalla strada. Nessun cinghiale, per fortuna. La differenza tra il sugo di lepre e il sugo di cinghiale, in questi casi, è la spesa dal carrozziere.... :-))) Ma comunque non ci sarebbe stato il sugo, solo una deficiente che cerca in piena notte un pronto soccorso veterinario con una lepre in fin di vita in macchina...
Comunque, l'ho sempre detto che dormire di notte è contro natura... non dorme proprio nessuno, solo uccelli e umani.... mah....




17.4.05
Questo non-blog non ha più bisogno di esser sospeso, sta morendo da solo... seguirà il destino di quella piccola parte di me che lo aveva generato....




19.4.05

www.ratzinger.it

ACH SO!
:-)

Qualche anno fa avrei gioito della sua elezione, una sua frase mi aveva colpito: "non abbiamo bisogno di una chiesa più umana, ma di una chiesa più divina". Chissà poi lui che intendeva, perchè prima bisognerebbe definire bene i termini e non conosco il contesto in cui era la frase, però ho sempre trovato tristemente decadenti alcune tendenze della chiesa dei nostri giorni, troppo preoccupata di avvicinarsi ai fedeli piuttosto che di avvicinare i fedeli a Dio prima che ai banchi delle chiese.... chitarre, tarallucci e vino e "volemose bene" invece del fascino del Sacro; liturgia in italiano, rovesciamento dell'altare e, ultimo obbrobrio, le candele elettriche!!!!! :-))) invece di un sano mistero e del rispetto della Verità... Nel mio assoluto ecumenismo frequento ogni tanto qualche chiesa cattolica ma non credo verrà mai un giorno che mi vedrà accendere una candela elettrica... dio, come mi sento snob... :-)))) si, però, la candela elettrica no, proprio no....
E questo mi porta a una domanda che mi tormenta da tempo: ma la chiesa (intesa come sacerdoti, gerarchie varie, quelli che sanno, insomma) ci crede ancora a quello che fa? Nel campo del Sacro, intendo, del rituale, dei sacramenti... mah... Per certe cose parrebbe di si, perchè altrimenti accanirsi così sul concetto e sul valore per esempio del matrimonio? E allora perchè non ci spiegano come stanno secondo loro le cose? PERCHE' ciò che Dio ha unito non può essere diviso? Che significa veramente? Qual'è la natura del legame imposto con la cerimonia? Perchè non si trova un prete che abbia il coraggio di spiegarlo? mah...

Comunque, per tornare al nostro Josephus :-) , nonostante il dovere di categoria mi imponga di considerare la sua elezione una piccola grande tragedia..., non posso fare a meno di ammettere che questo ometto così tedesco, la camminata del quale in uno dei servizi d'archivio visti oggi (ma non lo so perchè...) mi ha ricordato all'improvviso quella di Enrico (Enrico?) Cuccia :-) , e che ha Maria alla sua dest....ahem..parte :-), mi è simpatico. Si, farà strada, il ragazzo... ;-))
E poi si può forse pretendere da un cardinale della chiesa cattolica che ammetta, anche solo da lontano, che forse la loro non è la verità unica e assoluta e che la religione cristiana non è l'unica vera e giusta religione a questo mondo? Che invece del solito assolutismo dei valori dimostri un minimo di.......... relativismo? ;-) Siamo seri... è impossibile.




22.4.05

"Voi vivete come se doveste vivere sempre, non pensate mai alla vostra fragilità, non volete considerare quanto del vostro tempo è già trascorso; buttate via il tempo come se lo attingeste da una fonte inesauribile: mentre, forse, quel giorno che voi regalate a una persona, ad un affare, e’ l’ultimo per voi. Avete paura di tutto perché vi sapete mortali, ma tutto bramate, come se foste immortali. Molte volte si sente dire: “a cinquant’anni mi ritirerò a vita privata, coi sessanta abbandonerò ogni impegno” ma chi ti garantisce che vivrai ancora ? Come puoi essere sicuro che tutto andrà nel modo previsto ? E poi non ti vergogni di riservare a te solo gli avanzi della tua vita, di dedicare al tuo equilibrio interiore solo il tempo che ormai non può essere impiegato per nessuna attività ? E’ troppo tardi cominciare a vivere quando ormai e’ ora di smettere. Impegniamoci, solo in questo modo la vita sarà un bene; altrimenti e’ solo un inerte attardarsi, e vergognoso anche se ci si attarda tra infamie e ignobili intenti. Cerchiamo dunque che ogni momento ci appartenga: ma non sarà possibile, se, prima, non cominceremo noi ad appartenere a noi stessi. C’e molta differenza tra il ritiro del saggio e l’inerzia di chi se ne sta come in un sepolcro. Preso nel vortice degli affari e degli impegni ciascuno consuma la propria vita, sempre in ansia per quello che accadra’, e annoiato di ciò che ha. Chi invece dedica ogni attimo del suo tempo alla propria crescita, chi dispone ogni giornata come se fosse la vita intera, non aspetta con speranza il domani né lo teme. Mai abbastanza si potrà stupire dell’ottusità della mente umana di fronte a questo problema: gli uomini non permettono che uno occupi i loro poderi, e per la minima divergenza su questioni di confini si infuriano e sono pronti a colpire con sassi e armi; poi tranquillamente lasciano che altri entrino nella loro vita, anzi sono loro stessi a introdurvi quelli che a poco poco ne diventeranno i padroni. E’ ben difficile trovare uno disposto a dividere con altri il suo denaro: ma la vita ciascuno la distribuisce a centinaia di persone. Tutti sono avari quando si tratta di tenersi ben stretto il patrimonio, ma sono generosissimi nel buttare via il tempo: e pensare che questa e’ l’unica cosa di cui sarebbe molto decoroso essere avari. I giorni migliori sfuggono, non c’è dubbio, se ci si lascia travolgere da faccende di ben poca importanza. Così la vecchiaia sorprende gli uomini quando, nello spirito, non sono ancora cresciuti, e li coglie impreparati e inermi; e ci si trovano dentro da un momento all’altro, senza aspettarselo: non si rendevano conto che la vecchiaia si avvicinava un po’ tutti i giorni. Succede anche in viaggio: chi si lascia distrarre da una piacevole conversazione o dalla lettura di un libro o da un pensiero insistente si accorge di essere già arrivato prima ancora di rendersi conto che si sta avvicinando; così pure questo viaggio della vita, ininterrotto e veloce, che noi facciamo sempre con lo stesso passo da svegli e nel sonno, a chi e’ sempre affaccendato si manifesta solo al suo termine."
SENECA (trovato da qualche parte su www.nepalese.it)


"Ciò che l'anima vede non svanisce"
(un saggio orientale)


"Non si sa mai quanto farà presto a essere troppo tardi"
(Arthur "Murphy" Bloch) :-)


"Non conta avere il rispetto del mondo, ma ciò che l'anima impara"
(Pellegrino della Notte)  ;-)





23.4.05 [NWMT]
"Il dolore di tutta una vita in un istante" ...diceva qualcuno... Eh già, ci sono momenti che passo con gli arretrati... ci vuole allenamento, abitudine, resistenza... ogni volta poi passa, almeno fin ora, finchè non passerò io... normale amministrazione. Crampi dell'anima. L'equilibrio è diffcile e ogni tanto, chissà perchè, ricado nel pozzo, questo strano pozzo in cui nessuno sembra mai gettare uno sguardo o tendere davvero una mano. O forse chi vorrebbe non può fare comunque niente e chi potrebbe non vuole... o forse chi vorrei io non può e non vuole... Ma ormai io non voglio più niente... Comincio davvero a sentire la stanchezza...
La causa? L'allegro gioco della vita, nelle parole trovate in un libro letto di recente:

"Tra tanta gente
Un volto m'è parso smarrito e stanco.
Mendicava l'amore,
Lo sguardo era domanda
Di conforto.
Forse, spesso,
Ho risposto voltando le spalle?
Ma quegli occhi mi seguono ancora..."


E a volte proprio non capisco, a volte mi pare che il mondo sia fatto da dei dr.Jackill&mr.Hyde... comportamenti che cambiano col vento... e non riesco a capire... Perchè è importante per me capire le motivazioni di chi mi è vicino (ma mi è vicino? è questo che non capisco...) a volte temo di essere solo un'ancora, a volte mi sento oggetto di pietà del quale forse ci si libererebbe volentieri... e non capisco... e vedo svanire la fiducia che era cresciuta spensierata per pochi mesi... e torno sulla difensiva... assumo per default che vicino... no, vicino non c'è nessuno... e così temo anche di sembrare io un dr.Jackill/mr.Hyde... mentre vorrei dire tente cose che non posso dire... cose belle... ma inutili... E' solo che sarebbe bello... avere qualcuno vicino... ogni tanto... ma è meglio non pensarci....




26.4.05

Quando si guarda negli occhi un animale,
tutti i sistemi filosofici crollano.
(Pirandello)





27.4.05
Sono onorata di trovarmi citata sul diario internettiano della cara amica Annalisa "Max" Lagomarsino, probabilmente unica lettrice del mio ruspante non-blog... :-) Quello che ho scritto qui il 5.4.05 (invero in un momento di strana ispirazione...) a proposito dei nomi pare abbia suscitato alcune riflessioni che, a loro volta, come in un gioco di specchi e di rimandi, ne suscitano alcune in me, sempre a proposito di Dio e della faccenduola dei nomi...
Le mie parole sulla segretezza e inconoscibiltà di ciò che riguarda Dio sono vicine alla visione musulmana del divino? Mi rendo conto che probabilmente è proprio così. :-) Si sta formando in me la convinzione che l'Islam sia, per quanto riguarda il concetto di "Dio", un passo avanti rispetto al cristianesimo come il cristianesimo lo è stato in un certo modo rispetto all'ebraismo. La meta finale, IMHaPO (dove "aP" sta per "and Personal" ;-) e il resto sta per il solito "In My Humble Opinion"), è qualcosa di molto vicino a una combinazione di buddhismo e scuole mistiche occidentali.
Dio come inconoscibile all'intelletto (ma non al cuore!) e realtà al di là dell'illusione, del velo di Maya. E... "le domande sull'illusione fanno parte dell'illusione", non si scappa.
E allora, leggendo e rileggendo Max, una domanda mi colpisce all'improvviso: "Allora perchè continuiamo a parlarne?" Già: perchè? La domanda mi ha colpito all'improvviso, non me l'ero mai chiesto, io paladina dell'inconoscibilità di Dio e della vera realtà, parlo e amo parlare quindi di qualcosa che dò per inconoscibile a priori? Ohibò! Mi trastullo, forse? Probabilmente si. :-) C'è chi ama parlare di calcio e chi ama... sondare il Mistero, un campanello che l'intelletto suona per risvegliare il cuore... e il cuore a volte risponde... anche se di solito non risponde alla filosofia pura e semplice, ma alla Poesia in essa contenuta... Altrimenti tutti i discorsi sono vani oppure sono puro esercizio intellettuale chiuso fra le mura di un particolare contesto religioso del quale nessuno di noi può onestamente affermare di conoscere l'originale autorità fondante... Potrò decidere di credere a quello che dice la Bibbia, e quindi discuterne seriamente, quando mi mostreranno la firma autenticata dell'Autore... ;-)) "autore" nel senso di "fonte", ovviamente, non di chi ha steso il testo...si, insomma, Lui. :-)
La Poesia e la Bellezza, invece, si autenticano da sole... l'anima percepisce la Verità come i polpastrelli percepiscono gli oggetti...
Mi chiedo davvero se non stiamo camminando in solchi fatti da altri, anche nelle cose più ovvie e insospettabili, solo perchè ci siamo trovati dentro e non abbiamo mai pensato che si può anche uscire da questi solchi e camminare diversamente... Rimettere in discussione tutto! E partire dalla nostra propria verità per capire le cose... dare autorità a noi stessi... Ma... non sarà relativismo questo?... Aspetto la scomunica... :-))
E tutto sommato chissà se anche l'identità (difficile trovare qualcuno che si senta totalmente senza identità...), il sentire il bisogno di definirsi o nominarsi non possa derivare da un condizionamento infondato... Possiamo essere uno, nessuno o centomila e lo saremo anche se non ci facciamo domande su noi stessi... e i nostri centomila nomi, come tutti i nomi, non sono altro che strumenti tecnici che ci servono a comunicare con precisione: attributi che dalla realtà derivano, non idee che creano la realtà.... (non dai tempi della torre di Babele, almeno... ;-) ) Perchè dunque dovrebbero essere un peso? Definiscono qualcosa che già c'è. Io esisto ben prima dei miei nomi.
...E qui la vertigine: che cos'è, dunque, l'esistenza? ? ? Mah.... Ogni volta che riesco veramente a sfiorare l'essenza di questa domanda mi prende davvero una specie di spiacevole vertigine, come un computer che entra in un diabolico loop per un problema senza soluzione.... Ma probabilmente le domande sull'illusione fanno parte dell'illusione...




28.4.05
e=mc²
Chissà, chissà, chissà.....
Certo che se penso che c'è gente che fabbrica buchi neri in laboratorio...
Mah...
:-)




3.5.05
"Il re senza una spada, la terra senza un re...". Excalibur. Il Graal.
Il re: io. Re del nulla, re di me stessa, re di un mondo nel mondo. I miei faggi mi conoscono bene, e le creature libere sono miei pari. Spiriti di natura che ora mi guardate incuriositi, con diffidenza: il re ha dimenticato sè stesso. Ma sono sempre io. Chi mi riporterà la spada?

Una sera, le nove, in una città, camminando ho incrociato una donna. Dovessi testimoniare per qualcosa, non potrei essere molto precisa, direi... "sulla cinquantina, alta più o meno come me, capelli corti, biondi, magra, pantaloni e qualcosa tipo una giacca con delle tasche, niente in mano, nessuna borsa, nessun sorriso...". Si è avvicinata e, tranquilla, sguardo altrove, mi ha chiesto qualche soldo; "per.....", ha detto, ma non ho capito per cosa. Alla fine ha aggiunto: "è importante." Questo lo ricordo bene. Spero che almeno Dio le sia vicino.

La follia è abbandono del mondo. Reciproco. Mi chiedo quanto tempo debba passare per arrivare a non volere più quello che hai desiderato da una vita, per rifiutarlo, per dimenticarlo. E poi per non vederlo, anche se ci fosse, e guardare sempre altrove, senza soffrire più. O, almeno, dimenticando che esiste.




4.5.05

"La vita è un gioco.
Perchè sia un gioco, qualcosa deve essere più importante di qualcos'altro."
(Osho)




6.5.05
Stamattina, pensando che mi piace pensare di venire da un altro pianeta (non lo diciamo a nessuno, ma io vengo veramente da un altro pianeta... :o) anzi, sono tutti gli altri che vengano da fuori, io sono di qui... ma questo è discorso complicato...).... ma dicevo: stamattina pensando che vengo da un altro pianeta, il ritornello di una canzone si è fatto rocambolescamente strada nei miei pensieri, diceva così:

"Let's do the time warp again!"

:o))))

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Lieve come un velo di nuvole all'orizzonte in una notte di luna.... ma lo sarà poi "lieve" quella nuvola? Quel capriolo sul ciglio della strada che mi fissava mentre passavo con la macchina avrebbe senz'altro la risposta a questa domanda... ma sarà stato poi un capriolo o un daino? Avrei potuto chiederglielo, ma probabilmente già stava pensando (a modo suo...) qualcosa del tipo "uffa, umani rompiscatole, adesso anche di notte non si può più stare tranquilli", se gli avessi chiesto se fosse un capriolo o un daino avrebbe aggiunto compatimento a fastidio... "pardon? che significato ha codesta astrusa domanda? capri-che? d-a-i-n-o? Messere, io sono io, che altro posso essere?", e poi :o) "oh, maestà, ma siete voi... accidenti, dacchè vi ha raggiunto il contagio di quella strana malattia, il morbo umano, fate domande assurde... ora vi chiedo perdono, ma mi ritiro...", e rivoltomi il codino sarebbe scomparso nel bosco. Frusc frusc, clop clop. E io sarei immobile sulla strada a pensare: "..............ehm.... forse stavolta è davvero il caso di considerare l'idea di entrare in analisi........." :o))

Eh si, ieri sera, anzi notte, Tobbio. Buio, vento, stelle, orizzonte.
La mia appartenenza in questo momento pende decisamente da una parte, anche se l'altra mi manca ancora da morire....




7.5.05
Però... accidenti, ripensandoci mi rendo conto solo adesso di quanto....
Che strano...
Colla?
Calamita?
Ventosa?
 ......
...Magia?

A proposito, l'ho già detto che la vera magia non ha bisogno di trucchi? ;-)
E che non è nel trucco che sta la magia?...




10.5.05

"L'unica costante nella vita è il cambiamento" diceva qualcuno, non ricordo più chi...

Il fuoco, immutabile e allo stesso tempo sempre nuovo, è l'unica necessità per ciò che nell'athanor è contenuto e che si evolve, si sublima, si trasforma all'interno del suo contenitore immutabile e sempre uguale.
E tutto ciò che per esistere dipende da altro oltre che del suo fuoco è mera parvenza, pallido riflesso, ingannevole illusione.
Attento, o viandante, a non spegnere il fuoco o scambiare il contenitore per il contenuto, e il fuoco dell'uniformità per quello dell'autodeterminazione.

(Peregrinus Nocturnus Magus, noto alchimista del I sec. a.C.)

Alchimia? Forse.


Ma anche le stelle vivono del loro proprio fuoco....

...Nel mio cielo notturno ce n'era una bellissima, nuova, di una luce rara in tutto il firmamento. Era ben visibile ai miei occhi, splendida e unica, la guardavo incantata. La guardavo incantata. Ora la sua luce si sta affievolendo. Non cessa di esistere, lo so, è sempre lì, solo sta uscendo dallo spettro visibile ai miei occhi. La luce prodotta cambia lunghezza d'onda col cambiare degli elementi della reazione. Uno si consuma e un altro si produce. Ho sperato a lungo che la fiamma si mantenesse per sempre uguale, ma vedo la reazione sbilanciarsi, e temo, lo temo io davvero, che il momento in cui io non la vedrò più alla fine verrà. Da allora altri occhi ti vedranno. I miei serberanno sempre la memoria del tuo incanto, e amerò scrutare ancora in quell'angolo di universo, angolo per me buio dal quel momento, nel ricordo della luce che un tempo vi potevo contemplare. Ma le stelle non si preoccupano di noi umani, è giusto, ogni stella ha una sua storia... e anche se masse diverse determinano destini diversi, io quella stella la comprendo bene... ma noi umani non sappiamo parlare alle stelle, anche se lo vorremmo tanto....

Astrofisica? Forse.



10.5.05 bis
...ma cambiamo discorso....

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Ancora qualche riflessione su dio.
Parto ma non so dove arriverò... :-)

Dunque, io e Dio siamo così! :-)  [E qui il lettore immagini il Nite che, mentre dice "così", unisce in parallelo gli indici delle due mani a indicare vicinanza.] :-))
Chi ha letto le puntate (molto) precedenti sa che Lui (o Lei?...) è sempre lì sul mio tappetino scendiletto... ;o)
E ho sempre detto anche che ho una certa consapevolezza, un ricordo :-) , di cosa sia davvero il paradiso, mentre la maggior parte della gente che ne parla, parla di ciò che non conosce...
Eppure..... sono perfettamente d'accordo con l'affermazione che ho ascoltato dalla voce di Emanuele Severino in una puntata vista per puro caso dell' "Infedele" di Gad Lerner qualche mese fa. Riassumendo:
Dio è superfluo! E ogni fede è prevaricante in quanto attribuisce al mondo un suo senso assoluto del tutto personale.
E se dicessi che sono d'accordo anche col vecchio "Freddy" :-) che diceva di ucciderLo?
Eh, si, lo scorpione è contraddittorio per natura, potrei dire aporetico? ;-) , ama i paradossi... :-)

Ma facciamo un passo indietro.

Chi avrà mai avuto questa idea di "dio"? Nessuno lo sa. Qualcuno direbbe che è un sentimento, un anelito insito da sempre nell'animo umano... Ma perchè, mi chiedo, il bersaglio di questo anelito viene identificato proprio con ciò che chiamiamo "dio"? Qualcuno lo ha visto, questo "dio"? Qualcuno lo ha incontrato, conosciuto? Gli ha chiesto i documenti per accertarsi che non fosse un impostore?
La questione "dio" non sarà mai risolta dall'intelletto. Possiamo scommettere, come Pascal, ma non abbiamo le prove. Razionalmente l'unica soluzione accettabile è sospendere il giudizio. Agnosticismo. Agnosticismo su una questione che comunque si è introdotta nel pensiero senza una causa razionale... La fede nell'esistenza di dischi volanti provenienti da altri pianeti che scorrazzano nei nostri cieli o la fede in dio in fondo, a livello razionale, hanno la stessa base: il nulla. Per questo, dovendosi scostare dall'agnosticismo intravedo una leggera superiorità (e lo ripeto: sempre a livello puramente razionale) dell'ateismo sulla fede in dio. Perchè l'ateismo si basa solo su certezze razionali senza introdurre elementi estranei al constatabile.

...Fin qui potrei quasi sembrare atea.... ma lo scorpione è allergico al "razionale"... :-))

Le religioni, tutte (fatta una piccola eccezione forse per il buddhismo, la meravigliosa religione senza dio che ha risolto il problema dell'intelletto eliminando il problema stesso e lasciando gli altri ad affacendarsi col velo di Maya: geniale!), per me sono un modo di appropriarsi arbitrariamnte del senso del mondo e della vita: appropriazione indebita ;-) commessa da gerarchie ormai fossilizzate e prive di senso che pretendono di possedere la verità... Il Papa (si capiva che pensavo alla chiesa cattolica? ;-) ) è investito direttamente da Dio? Me lo dimostri. E' infallibile su questioni teologiche (sic!)? Me lo dimostri. Altrimenti mi dimostri almeno che l'unto del signore non è invece per esempio la sottoscritta... :-))
Il Papa mi dimostri che sa che cos'è Dio....
Le affermazioni più improbabili e acrobatiche (a volte patetiche) su Dio e sul senso della vita le ho sentite da cattolici, che sembrano avere il primato sugli altri per volontà di intellettualizzare il problema...
Questa me la sono segnata quella sera della trasmissione. Si parlava del problema del male e della sofferenza nel mondo... Il discorso è di Renato Farina, giornalista cattolico di "Libero":

"Come uomini dobbiamo rispondere a questo perchè.
La risposta è l'umanità della persona di Gesù Cristo come risposta unica a questo. Non come risposta filosofica che spiega perchè le cose sono accadute, ma una risposta esistenziale per cui Dio si è fatto presente e ci accompagna anche dentro le sventure valorizzando l'Io. Io come coscienza individuale, che nelle religioni orientali c'è meno, e si scioglie in una identità più grande. C'è differenza anche nel porsi di fronte alla responsabilità..."

Intanto: perchè "dobbiamo rispondere a questo perchè"? Ci obbliga qualcuno? La sofferenza c'è, è un fatto. Perchè dovremmo chiedercene la ragione? Sappiamo benissimo che non la troveremo.... E poi mi chiedo: ma si rende conto costui che per un non cattolico-non cristiano gran parte di quel discorso non ha senso?
Quello che vedo io (nella parte del non cattolico, non cristiano) è un libro scritto molto tempo fa da non si sa chi, che contiene affermazioni arbitrarie e interpretate, e vicende storiche non confermate sulle quali una religione ha deciso di fondare il suo credo. In questo libro vedo un uomo che ha fatto dei bei discorsi. Anzi, se proprio vogliamo, non vedo neanche l'uomo ma vedo solo i discorsi...
Che senso ha dire che "dio si è fatto presente e ci accompagna"? Che senso ha, concretamente nella mia vita?? Smetto forse di soffrire? Cambiano gli eventi? Come agisce questo Dio? Che cosa vuol dire "valorizza l'Io"? Che differenza fa? Si è fatto presente?? Dov'è? Io non lo vedo. Queste sono parole vuote che sembrano avere un senso ma non mi pare l'abbiano davvero.... Sono io che non lo vedo? Mah...

Insomma, a questo punto io mi sentirei di dire che Dio è quella cosa che messa la quale e tolta la quale, non cambia assolutamente niente. :o)

Posso vivere credendo in dio o come ateo ed essere ugualmente felice o infelice. Non mi serve sperare, le cose accadono in ogni caso e se fanno male fanno male comunque....
Perchè cercare un senso aprioristico e finalistico nelle cose che accadono comunque noi la pensiamo?
Non serve Dio per spiegare la sofferenza, basta il karma: azione e reazione, meccanismo automatico perfetto... una fede anche questa, si... ma Dio qui mi pare superfluo su tutta la linea... :-)
Perchè dobbiamo cercare di spiegare cose delle quali possiamo (dobbiamo...) semplicemente constatare l'esistenza?
E l'atteggiamento rispetto alla responsabilità, anche in questo, non peggiora necessariamente.... anzi! Il Dio cattolico, padre amoroso che ci protegge e fa il nostro bene, conduce a volte verso una passività nella sofferenza, accettazione... la "morale degli schiavi" di Nietzsche... mentre chi non ha nessun Dio spesso reagisce in modo ben diverso... E il nostro bel libero arbitrio (che IMHO non c'è, ma il discorso si espanderebbe a dismisura...)...? Mah...
Preferisco un dio altissimo, sacro, inconoscibile (..all'intelletto!), che se ne sta lassù a guardare, a contemplare, a dirigere (se dirige), o a farsi gli affari suoi senza curarsi di noi, piuttosto che un dio che dice di essere disceso in terra per aiutarci ma io non capisco, in pratica e sulla mia pelle, che significa, e sebbene mi guardi intorno non lo vedo... non vedo altro che l'uomo e le qualità che gli sono proprie, anche senza questo dio....

E allora perchè dovrei -brigare, fare, studiare, muovermi, desiderare, cercare di raggiungerlo...?- Perchè ci sono, come qualcuno ha detto quella sera, "quelli che credono nel libero arbitrio e si inginocchiano davanti ai potenti e quelli che credono nella predestinazione ma restano in piedi e combattono"...?
Perchè l'uomo deve trovare la risposta nella gioia del suo cuore! (uhm... ma questo lo dice anche la Bibbia, mi dicono......uhm...) Perchè il discendere di Dio in terra avviene non in Cristo ma in ognuno di noi. Ma IMHO :-) sono io che devo cercarlo, avvicinarmi, salire in alto partendo dal pianterreno, in un balzo (possibile secondo tutti i mistici, coloro che lo amano al di sopra di tutto) verso il piano in cui lo posso vedere chiaramente, il piano in cui non è più superfluo, ma è semplicemente tutto ciò che esiste e la sola cosa che esiste... e poi sarò io a ridiscendere portandolo con me anche qui, dove è meravigliosamente superfluo! :-)) E dove dobbiamo imparare prima a farne a meno, a "ucciderlo", per ritrovarne poi l'essenza sfrondata da tutte le teorie inutili....

E qui mi fermo perchè mi sono persa e perchè ho la vaga impressione che poi, alla fine, si stia tutti dicendo la stessa cosa.... :-))
L'effetto di Maya, probabilmente.... :-)
...e, lo so, Carissimo Tu-Lui, Chi Sei, Colui che è, lo so che sei lì che te la ridi leggendo i nostri poveri discorsi... :-)) la nostra piccola comicità involontaria nel parlare di Te.... ma, allora forse è vero che ci hai fatto a tua immagine e somiglianza... la comicità infatti è una qualità divina.... o no? :o)
...E chissà, magari fra qualche anno mi ritrovo cattolica.... 8-)

Eh si, l'unica costante nella vita è il cambiamento, come diceva qualcuno. Ancora non so chi fosse, ma è lo stesso di stanotte....




12.5.05
"Gli omosessuali salveranno il mondo."
(Pellegrino della Notte - Pensieri - 2005)

:-)

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Per chi si ritrova a dover vivere l'adolescenza a 35 anni ci sono parecchi svantaggi.... però c'è anche un vantaggio: posso vivere il mio delirio di onnipotenza ormai essendo contemporaneamente consapevole anche dei miei limiti... si ottiene un effetto piuttosto divertente.... :-) ...anche perchè questo particolare viene poi ad aggiungersi al novero delle cose nelle quali sono onnipotente... :o))








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. . .81.82.83.84 . . . 2005 . . . . .  ;-)